Con trading si intende, in senso generale, l'attività di comprare e vendere strumenti finanziari su un mercato. Quando una persona acquista un titolo, lo fa attraverso un intermediario abilitato che inoltra l'ordine al mercato; quando lo vende, avviene il percorso inverso. È un meccanismo di scambio: per ogni acquirente esiste un venditore, e il prezzo nasce dall'incontro tra le due volontà.
Una distinzione utile è quella tra investire e fare trading, perché descrivono orizzonti temporali e mentalità diverse. Investire significa, di solito, mettere capitale in uno strumento con un orizzonte di lungo termine — anni, talvolta decenni — accettando le oscillazioni di breve periodo in cambio di una prospettiva di crescita nel tempo. Fare trading, invece, indica un'attività di breve termine, in cui si aprono e chiudono posizioni nell'arco di giorni, ore o minuti, cercando di trarre profitto dai movimenti di prezzo. Il trading di breve termine richiede più tempo, più attenzione e comporta tipicamente un rischio maggiore.
Vale la pena chiarire, concettualmente, cosa sia un ordine. Un ordine è semplicemente l'istruzione che si dà all'intermediario: comprare o vendere una certa quantità di uno strumento. Il prezzo a cui ciò avviene dipende da chi è disposto a scambiare in quel momento. Qui entra il concetto di denaro-lettera (in inglese bid-ask): il prezzo denaro è quello che un compratore è disposto a pagare, il prezzo lettera è quello a cui un venditore è disposto a cedere. La differenza tra i due si chiama spread. Più i due valori sono vicini, più il mercato per quello strumento è considerato fluido.
Un'avvertenza necessaria: quanto sopra è un'impostazione concettuale, pensata per capire il vocabolario di base. Non è un insieme di istruzioni operative, non suggerisce quando o cosa comprare o vendere, e non descrive una strategia da seguire.