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Nozioni di base

I concetti fondamentali dei mercati, spiegati con calma

Prima di parlare di strumenti e strategie conviene mettere a fuoco le parole. In questa guida spieghiamo cosa significhino davvero investire e fare trading, cosa sono azioni, indici, cripto-attività e materie prime, come si legge un grafico e perché volatilità, liquidità e rischio sono i tre concetti da capire per primi.

Le basi 01

Con trading si intende, in senso generale, l'attività di comprare e vendere strumenti finanziari su un mercato. Quando una persona acquista un titolo, lo fa attraverso un intermediario abilitato che inoltra l'ordine al mercato; quando lo vende, avviene il percorso inverso. È un meccanismo di scambio: per ogni acquirente esiste un venditore, e il prezzo nasce dall'incontro tra le due volontà.

Una distinzione utile è quella tra investire e fare trading, perché descrivono orizzonti temporali e mentalità diverse. Investire significa, di solito, mettere capitale in uno strumento con un orizzonte di lungo termine — anni, talvolta decenni — accettando le oscillazioni di breve periodo in cambio di una prospettiva di crescita nel tempo. Fare trading, invece, indica un'attività di breve termine, in cui si aprono e chiudono posizioni nell'arco di giorni, ore o minuti, cercando di trarre profitto dai movimenti di prezzo. Il trading di breve termine richiede più tempo, più attenzione e comporta tipicamente un rischio maggiore.

Vale la pena chiarire, concettualmente, cosa sia un ordine. Un ordine è semplicemente l'istruzione che si dà all'intermediario: comprare o vendere una certa quantità di uno strumento. Il prezzo a cui ciò avviene dipende da chi è disposto a scambiare in quel momento. Qui entra il concetto di denaro-lettera (in inglese bid-ask): il prezzo denaro è quello che un compratore è disposto a pagare, il prezzo lettera è quello a cui un venditore è disposto a cedere. La differenza tra i due si chiama spread. Più i due valori sono vicini, più il mercato per quello strumento è considerato fluido.

Un'avvertenza necessaria: quanto sopra è un'impostazione concettuale, pensata per capire il vocabolario di base. Non è un insieme di istruzioni operative, non suggerisce quando o cosa comprare o vendere, e non descrive una strategia da seguire.

Investire e fare trading non sono la stessa cosa: orizzonti, impegno e rischio sono diversi. Capire questa differenza è il primo passo per leggere il resto con la giusta prospettiva.

Gli strumenti 02

Esistono molte categorie di strumenti finanziari. Ne descriviamo quattro tra le più discusse, con una definizione chiara e i rischi che ciascuna comporta.

Azioni

Un'azione rappresenta una quota di proprietà di una società. Chi possiede azioni partecipa, nel bene e nel male, all'andamento dell'impresa: il valore può salire o scendere e la società può anche perdere valore o cessare l'attività. Le azioni sono storicamente associate a un potenziale di crescita di lungo periodo, ma anche a oscillazioni di prezzo significative.

Indici

Un indice è una misura che riassume l'andamento di un paniere di titoli, ad esempio le principali società quotate di un mercato. Non si compra direttamente un indice: lo si segue come termine di riferimento, oppure tramite strumenti che ne replicano l'andamento. Un indice riflette comunque i rischi degli strumenti che contiene.

Cripto-attività

Le cripto-attività sono rappresentazioni digitali di valore registrate su tecnologie a registro distribuito. Sono note per oscillazioni di prezzo molto ampie e improvvise, per un quadro regolatorio in evoluzione e per rischi specifici, come la perdita delle chiavi di accesso. Sono generalmente considerate tra gli strumenti a rischio più elevato.

Materie prime

Le materie prime comprendono beni come metalli, prodotti energetici e agricoli. I loro prezzi dipendono da fattori reali — produzione, domanda, eventi geopolitici, stagionalità — e possono variare in modo brusco. Spesso vi si accede tramite strumenti derivati, che aggiungono complessità e rischio.

Nessuno di questi strumenti è "sicuro" e ciascuno comporta la possibilità di perdere parte o la totalità del capitale. Le descrizioni qui riportate sono definizioni generali a scopo didattico, non indicazioni su cosa acquistare.

Grafico finanziario astratto con una linea rossa che sale e scende su sfondo chiaro. Come leggere un grafico
Lettura dei grafici 03

Come leggere un grafico senza illudersi di prevedere

Un grafico di prezzo ha due assi: quello orizzontale rappresenta il tempo, quello verticale il prezzo. L'orizzonte temporale scelto cambia completamente ciò che si vede: lo stesso strumento può apparire in salita su dieci anni e in discesa nell'ultima settimana.

  • La tendenza è la direzione generale del prezzo in un certo periodo: può essere al rialzo, al ribasso o laterale.
  • Una candela riassume, per un dato intervallo, quattro valori: apertura, chiusura, massimo e minimo. Il corpo mostra la distanza tra apertura e chiusura.
  • Cambiare l'intervallo delle candele — un minuto, un giorno, una settimana — cambia la storia che il grafico sembra raccontare.

È qui che serve la massima cautela. Un grafico descrive ciò che è già accaduto: non contiene il futuro. Leggere i cosiddetti "pattern" come se fossero previsioni è uno degli errori più comuni e più costosi. Le configurazioni grafiche non garantiscono nulla, e ciò che sembra evidente a posteriori raramente lo è in tempo reale.

Volatilità, liquidità e rischio 04

Tre concetti strettamente legati. Capirli aiuta a interpretare quasi tutto il resto.

VolatilitàQuanto e quanto rapidamente il prezzo oscilla nel tempo
LiquiditàQuanto è facile comprare o vendere senza muovere il prezzo
RischioLa possibilità che il risultato sia diverso, anche peggiore, dell'atteso

La volatilità misura l'ampiezza e la rapidità delle oscillazioni di prezzo. Uno strumento molto volatile può guadagnare o perdere valore in modo marcato in poco tempo: maggiore volatilità significa, in generale, maggiore incertezza sul risultato. La liquidità indica quanto sia agevole scambiare uno strumento: un mercato liquido permette di comprare o vendere rapidamente con uno spread denaro-lettera ridotto, mentre in un mercato poco liquido anche operazioni modeste possono influenzare il prezzo e rendere difficile uscire da una posizione.

Il rischio, infine, è la possibilità che le cose vadano diversamente da come si sperava, compresa la perdita di capitale. Non esiste rendimento atteso senza una qualche forma di rischio, e nessuno strumento è esente da esso. Capire questi tre concetti insieme aiuta a riconoscere quando una situazione richiede particolare prudenza.

Volatilità e rendimento atteso tendono ad andare di pari passo: la promessa di un guadagno elevato senza rischio non è realistica. Diffida di chiunque la presenti come tale.

Prossimo passo

Ora che conosci le basi, metti il rischio al primo posto

Capire gli strumenti è solo metà del percorso. L'altra metà è imparare a gestire il rischio prima ancora di pensare al rendimento. È da lì che conviene partire per costruire decisioni più solide.

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